La recente riforma del diritto fallimentare italiano, ora nota come Codice della Crisi e dell’Insolvenza (CCII) ha introdotto per tutte le imprese l’obbligo di predisporre adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili. Si tratta di un passaggio fondamentale per prevenire tempestivamente le situazioni di crisi e insolvenza e salvaguardare la continuità aziendale. Il mancato adempimento al dettato normativo, infatti, può avere conseguenze rilevanti, tra cui profili di responsabilità per gli amministratori e l’accesso forzato a procedure di risanamento.
In questo contributo presentiamo un esempio concreto di come un’impresa sia riuscita a invertire una tendenza negativa proprio grazie alla loro corretta implementazione, supportata dall’intervento dei professionisti dello Studio Bottero.
Un’impresa in difficoltà
Il caso riguarda una PMI del settore del commercio, da oltre 30 anni presente sul mercato italiano, storicamente solida e con buona reputazione sul mercato. Negli ultimi anni, tuttavia, l’azienda aveva visto ridurre il proprio volume d’affari e la marginalità, schiacciata dalla crescente concorrenza internazionale, dall’aumento dei costi delle materie prime e dalla contrazione della domanda. Questo ha causato un crescente stress finanziario con debiti che iniziavano ad accumularsi e la situazione appariva sempre più critica.
Consapevoli della gravità del momento, gli amministratori della società hanno scelto di rivolgersi al nostro Studio che vanta specializzazione nel settore.
Infatti, il Dott. Simone Bottero ha partecipato alla stesura della Prassi di Riferimento UNI/PDR 167:2025, nuova prassi di riferimento, in tema di adeguati assetti ex art. 2086 cc, promossa dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano e ora riferimento per la certificazione della presenza di adeguati assetti in Italia.
Il Dott. Luca Bottero è qualificato come Auditor degli adeguati assetti secondo lo standard UNI/PDR 167:2025.
L’analisi del Nostro Studio
Abbiamo condotto una diagnosi completa della realtà aziendale: bilanci, flussi di cassa ed inoltre accessi fisici presso la società e le sue unità locali al fine di comprendere i processi aziendali, sistemi di controllo interno e prassi decisionali con interviste al personale.
L’analisi ha fatto emergere molteplici criticità:
- assenza di un sistema di controllo interno adeguato, con maggiore esposizione a errori e frodi;
- processi decisionali poco strutturati e privi di una chiara strategia;
- insufficiente attenzione agli obblighi di compliance, con potenziali rischi sanzionatori;
- difficoltà nell’accesso al credito e nella gestione finanziaria.
Sulla base di questa valutazione, il nostro Studio ha definito un piano d’intervento mirato a riorganizzare gli assetti aziendali e ristabilire l’equilibrio gestionale.
Le azioni intraprese
Il percorso di risanamento si è articolato su più livelli:
- rafforzamento del controllo interno: introduzione di nuove procedure, strumenti di controllo, monitoraggio e meccanismi di verifica;
- revisione della governance: definizione chiara di ruoli, responsabilità e flussi informativi;
- analisi dei rischi aziendali: identificazione dei principali fattori di criticità e predisposizione di misure preventive;
- individuazione di fonti di finanziamento per sostenere la riorganizzazione;
- formazione del personale sui temi del rischio e del controllo interno;
- review dei dati: calendarizzazione per la verifica dei risultati ottenuti rispetto a quelli attesi e conseguente riunione per deliberare nuove azioni.
Il piano può essere sintetizzato in quattro pilastri fondamentali:
- adeguamento degli assetti organizzativi, tramite un modello di governance più strutturato e trasparente;
- potenziamento del sistema di controllo interno, per un monitoraggio continuo ed efficace delle performance aziendali;
- razionalizzazione dei costi, con interventi sui processi produttivi e l’eliminazione delle inefficienze;
- controllo dati: verifica dei risultati ottenuti e variazioni rispetto a budget iniziale.
I risultati: un’impresa che riparte
L’attuazione del piano e l’adozione di adeguati assetti aziendali hanno permesso all’azienda di superare la fase più critica e di evitare il fallimento. Tra i principali benefici ottenuti:
- miglioramento delle performance economiche, del fatturato e della redditività;
- contenimento del rischio di crisi grazie a una gestione più attenta e strutturata;
- pieno rispetto della normativa e riduzione dell’esposizione sanzionatoria;
- maggior facilità di accesso al credito, favorita da trasparenza e solidità dei dati aziendali;
- incremento della responsabilità gestionale e della qualità dei processi decisionali.
Conclusioni
Questo caso dimostra come l’adozione di adeguati assetti aziendali non sia soltanto un obbligo normativo, ma una vera e propria leva strategica per il rilancio dell’impresa o un’opportunità di crescita. Grazie al supporto del nostro Studio, questa storica realtà commerciale italiana ha saputo riorganizzarsi, individuare le proprie debolezze, superare le criticità e costruire basi più solide per il futuro.