Circolare N. 43/2026 – Tassi e scenari geopolitici: aggiornamento

Mercati finanziari, tassi di interesse e costi energetici nello scenario geopolitico

Gentile Cliente,

rispetto la nostra circolare del 28 luglio, il quadro attuale appare più equilibrato, ma ancora caratterizzato da elevata incertezza.

BANCHE CENTRALI: TASSI ANCORA ELEVATI, MA CON SEGNALI DIVERGENTI

    Federal Reserve (USA)

    Negli Stati Uniti la Fed ha mantenuto invariato il tasso sui Fed Funds al 3,50%-3,75%, mentre il mercato continua a interrogarsi sulla possibilità di un rialzo a settembre. Le aspettative di ulteriori strette si sono ridotte rispetto a inizio estate grazie al rallentamento dell’inflazione e al tono meno aggressivo della comunicazione della banca centrale.

    BCE (Eurozona)

    La situazione europea è differente. A giugno la BCE ha aumentato i tassi di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%, motivando la scelta con le persistenti pressioni inflazionistiche derivanti soprattutto dall’energia e dalle tensioni in Medio Oriente.

    Pertanto:

    • negli USA si discute soprattutto se saranno necessari ulteriori rialzi;
    • nell’Eurozona la BCE mantiene ancora un approccio prudente e orientato al controllo dell’inflazione.

    INFLAZIONE: MIGLIORAMENTI NEGLI USA, PRESSIONI ANCORA PRESENTI IN EUROPA

      Negli Stati Uniti l’inflazione PCE di giugno ha mostrato un rallentamento, elemento che ha contribuito a ridurre le aspettative di nuove strette monetarie.

      Nell’Eurozona, invece, l’inflazione preliminare di luglio è risalita al 2,9%, sostenuta in larga parte dal comparto energetico. Anche l’inflazione “core” rimane superiore all’obiettivo del 2%.

      Questo suggerisce che:

      • il processo di disinflazione non è ancora completato;
      • l’energia continua a essere il principale fattore di rischio.

      PETROLIO E GEOPOLITICA: VARIABILE DECISIVA

        Il fattore determinante resta l’evoluzione della crisi in Medio Oriente.

        Se il prezzo del Brent dovesse stabilizzarsi o ridursi:

        • l’inflazione potrebbe continuare a rallentare;
        • diminuirebbe la necessità di ulteriori rialzi dei tassi.

        Viceversa, un nuovo shock energetico potrebbe:

        • riportare inflazione e aspettative inflazionistiche su livelli più elevati;
        • mantenere restrittive le politiche monetarie più a lungo.

        ECONOMIA REALE

          Stati Uniti

          L’economia americana continua a mostrare una significativa resilienza, sostenuta dagli investimenti tecnologici, dall’intelligenza artificiale e dalla spesa pubblica.

          Eurozona

          Le prospettive europee sono più moderate. La BCE prevede una crescita contenuta nel 2026 e riconosce che l’aumento dei costi energetici e l’incertezza geopolitica stanno frenando consumi e investimenti.

          IMPLICAZIONI PER IMPRESE E PROFESSIONISTI

          Ad oggi il messaggio operativo può essere sintetizzato così:

          • non è più scontato un ulteriore rialzo dei tassi USA nel breve termine;
          • i tassi resteranno comunque elevati rispetto alla media degli ultimi anni;
          • l’energia resta il principale fattore di rischio per inflazione, mercati e costo del credito;
          • per imprese e famiglie è ancora opportuno monitorare finanziamenti, mutui e fabbisogni di liquidità, evitando di basare le pianificazioni finanziarie sull’ipotesi di rapidi ribassi dei tassi.

          CONCLUSIONE

          Rispetto alla nostra circolare di luglio, il quadro di inizio agosto 2026 è leggermente meno restrittivo sul fronte monetario, soprattutto negli Stati Uniti, ma non ancora tale da giustificare aspettative di imminente riduzione dei tassi. La variabile decisiva continua a essere l’evoluzione dei prezzi energetici e delle tensioni geopolitiche, che influenzeranno direttamente le prossime decisioni di Fed e BCE.

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          Circolari
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